Claude Cowork: i casi d’uso concreti per chi lavora davvero

Quando Anthropic ha lanciato Claude Cowork a gennaio 2026, la maggior parte dei commenti si è concentrata sulla curiosità tecnologica. Un agente AI che lavora direttamente sul tuo computer, senza terminale, senza codice, senza configurazioni complesse. La solita storia dell’intelligenza artificiale che “cambia tutto”.

Ho voluto andare oltre la superficie. Perché la vera domanda non è cosa sa fare Cowork — quella risposta la trovi ovunque. La domanda è: chi lo usa davvero, per fare cosa, e in quale contesto produce valore reale?

Cos’è Claude Cowork

Cowork è costruito sulla stessa architettura di Claude Code, il tool che Anthropic aveva sviluppato per i programmatori. La differenza è che non serve toccare un terminale. Lo apri dall’app desktop, indichi una cartella, descrivi il risultato che vuoi ottenere, e Claude pianifica il lavoro e lo esegue in autonomia, aggiornandoti passo dopo passo mentre procede.

Non è un chatbot. Non è un assistente che risponde a domande. È più simile a un collaboratore che lavora in background: tu gli lasci un’istruzione chiara, lui porta a termine il compito, tu torni quando è finito. Anthropic stessa lo descrive come “meno un avanti-e-indietro, più come lasciare un messaggio a un collega”.

È disponibile per macOS e Windows e richiede un abbonamento a pagamento (Pro, Max, Team o Enterprise). È ancora in research preview, il che significa che evolverà continuamente. Puoi trovare tutte le istruzioni di configurazione nella guida ufficiale di Anthropic.

Una cosa vale la pena sottolineare prima di tutto il resto: Cowork può eseguire azioni potenzialmente irreversibili, come cancellare file, se le istruzioni sono ambigue o contraddittorie. Chiede sempre conferma prima di operazioni significative, ma la regola d’oro rimane invariata: più l’istruzione è precisa, migliore e più sicuro è il risultato. Non è uno strumento per chi non sa cosa vuole.

Come funziona tecnicamente

Cowork analizza la tua richiesta, crea un piano d’azione articolato in sotto-task, ed esegue ogni step in un ambiente virtuale isolato. Quando necessario, coordina più sotto-agenti in parallelo per accelerare il lavoro su task complessi. Puoi seguire l’avanzamento in tempo reale, interrompere, correggere la direzione, o lasciarlo lavorare in autonomia fino al risultato finale.

L’accesso ai tuoi file è sempre limitato alle cartelle che autorizzi esplicitamente. Claude non può leggere o modificare nulla al di fuori di quel perimetro. Puoi anche configurare istruzioni globali — tono di voce preferito, contesto del tuo ruolo, regole di formattazione — che si applicano automaticamente a ogni sessione, e istruzioni specifiche per singola cartella.

Per quanto riguarda la navigazione web, Cowork ha due strade percorribili. La prima è abbinarlo all’estensione Claude in Chrome, che gli permette di controllare il browser visualmente. La seconda, più flessibile e potente, è utilizzare server MCP (Model Context Protocol) come browser-use o Puppeteer, che danno a Cowork accesso programmatico al browser senza necessità dell’estensione. Entrambe le strade arrivano allo stesso risultato — navigazione web autonoma — con approcci diversi che si adattano a scenari d’uso differenti.

NB: fai attenzione ad utilizzare questi nuovi strumenti AI, perché dando accesso al tuo computer e ai tuoi strumenti, ti esponi a maggiori vulnerabilità. Usa gli strumenti AI con consapevolezza.

Alcuni casi d’uso concreti

1. Web scraping e raccolta dati da siti pubblici

Questo è uno dei casi d’uso più potenti e tra i meno discussi. Attraverso il controllo del browser — che sia via Claude in Chrome o via server MCP — Cowork può navigare un sito web, estrarre contenuti strutturati (testi, immagini, dati di prodotto, metadati) e salvarli direttamente in una cartella locale in formato utilizzabile.

Un esempio concreto, vissuto in prima persona: ho utilizzato Cowork per raccogliere sistematicamente tutti i contenuti di un sito cliente da rifare completamente. Invece di copiare manualmente pagina per pagina testi, immagini e struttura, ho istruito Cowork a navigare il sito, scaricare le immagini nella cartella di progetto e raccogliere i testi in file organizzati per sezione. Quello che normalmente avrebbe richiesto ore di lavoro manuale tedioso si è ridotto a un’operazione di supervisione.

Lo stesso approccio funziona per la raccolta di dati da siti di competitor, l’estrazione di listini prezzi, il monitoraggio di contenuti, o qualsiasi scenario in cui hai bisogno di trasformare informazioni disperse sul web in dati strutturati e locali. È importante operare sempre nel rispetto dei termini di servizio dei siti e delle normative sulla proprietà intellettuale.

2. Gestione e organizzazione di archivi di file

Chiunque lavori con clienti conosce il problema: una cartella Downloads che nel giro di mesi diventa un archivio caotico di screenshot, PDF, export da Google Ads, fatture, brief, revisioni con nomi incomprensibili. Cowork può analizzare quei file, rinominarli con una logica coerente, organizzarli per categoria o data, rimuovere i duplicati.

Non è automazione da manuale. È esattamente il tipo di lavoro che rimandi da sei mesi perché è noioso e richiede attenzione sostenuta, e che Cowork esegue in pochi minuti su una cartella che autorizzi tu. Puoi anche impostare regole di organizzazione specifiche per cartella tramite le istruzioni dedicate, in modo che Claude sappia sempre come trattare certi tipi di file in quel contesto.

3. Produzione di report da dati complessi

Immagina di avere note sparse in diversi file di testo, export CSV da strumenti diversi, screenshot di risultati, e di dover produrre un documento leggibile e professionale per un cliente. Tradizionalmente: ore di lavoro manuale di assemblaggio e formattazione. Con Cowork: descrivi il documento che vuoi, indica la cartella con i materiali, e lui assembla, sintetizza e formatta, producendo un file Word o PDF direttamente nel tuo filesystem.

Per chi gestisce report mensili per clienti multipli, questo elimina una quantità significativa di lavoro meccanico ricorrente. Il grosso dell’assemblaggio diventa delegabile, e tu puoi concentrarti sull’interpretazione e sulle raccomandazioni strategiche — il lavoro che produce valore reale.

4. Elaborazione di immagini e dati non strutturati

Cowork può leggere immagini, estrarre informazioni e trasformarle in dati elaborabili. Il caso d’uso che Anthropic stessa ha citato al lancio — trasformare una cartella di foto di scontrini in un foglio spese strutturato — è solo l’esempio più semplice.

Per agenzie e liberi professionisti, questo si traduce in scenari come: clienti che mandano materiali in formati disomogenei, screenshot di analytics da piattaforme diverse, foto di documenti cartacei. Tutto questo può essere processato, strutturato e reso utilizzabile senza intervento manuale.

NB: come noto i modelli Claude non sono in grado di generare immagini, ma è possibile integrare MCP per collegare tool di generazione di immagini gratuiti o tramite API (io la usato con Geminii tramite repo Github e funziona perfettamente)

5. Produzione di bozze da materiali esistenti

Se hai note, appunti, trascrizioni di riunioni o materiali di ricerca sparsi in una cartella, Cowork può produrre una prima bozza di documento — un articolo, una proposta commerciale, un brief strategico, una presentazione — partendo da quella materia grezza. Non è un testo pronto per la pubblicazione: richiede revisione e il tuo contributo intellettuale. È però un punto di partenza solido che elimina la fase più faticosa del lavoro creativo: quella del documento vuoto davanti.

6. Automazione di ricerche e monitoraggio web

Con l’accesso al browser — via MCP o via Claude in Chrome — Cowork può condurre ricerche sistematiche sul web: raccogliere dati da pagine, confrontare informazioni tra più fonti, monitorare prezzi o contenuti di competitor, aggregare risultati in documenti strutturati. Puoi istruirlo a visitare una lista di URL, estrarre specifiche informazioni da ciascuna, e produrre un report comparativo. Il tipo di ricerca che normalmente richiede ore di navigazione manuale.

Per chi fa digital marketing, questo apre scenari concreti: audit rapidi di competitor, raccolta di benchmark di settore, monitoraggio di SERP per keyword specifiche, analisi di strategie pubblicitarie visibili.

7. Integrazione con strumenti esterni via connettori e plugin

Cowork supporta connettori a servizi come Google Drive, Gmail, Slack, Asana, Notion e centinaia di altri attraverso il Model Context Protocol. Questo significa che può leggere da fonti esterne, elaborare, e scrivere output direttamente sul filesystem locale, o viceversa.

Dal 30 gennaio 2026, Anthropic ha introdotto anche un sistema di plugin che eleva ulteriormente le possibilità: ogni plugin può combinare competenze specifiche di dominio, comandi rapidi personalizzati, connettori MCP e sotto-agenti paralleli. Anthropic ha rilasciato undici plugin ufficiali che coprono aree come vendite, legale, finanza, marketing e customer support, e ha reso pubblico il codice sorgente per chi vuole crearne di personalizzati.

8. Conversione e trasformazione di formati in batch

Cowork può convertire file tra formati diversi su grandi volumi: DOCX in PDF, compressione di immagini, conversione di CSV in fogli Excel formattati, trasformazione di testi grezzi in documenti strutturati. Per chi gestisce grandi volumi di file con formati disomogenei — un problema comune quando si lavora con clienti di diversa maturità digitale — questo è un risparmio di tempo concreto e misurabile, senza dover installare software dedicati o fare operazioni ripetitive una alla volta.

9. Automazione di task ripetitivi su browser

Con l’accesso al browser, Cowork può eseguire azioni che normalmente richiedono presenza e attenzione manuale: compilare form, scaricare file da portali, navigare interfacce amministrative, interagire con piattaforme che non hanno API esposte. È un caso d’uso da approcciare con metodo — va sempre verificato che le azioni eseguite siano coerenti con le aspettative — ma per task ben definiti e ripetitivi è tra gli utilizzi più produttivi in assoluto.

10. Analisi e sintesi di documentazione tecnica o contrattuale

Una cartella piena di contratti, capitolati, documenti tecnici, manuale d’uso: Cowork può leggerli tutti, estrarre le informazioni rilevanti secondo criteri che definisci tu, e produrre una sintesi strutturata. Utile per chi deve onboardare un nuovo cliente con una storia documentale complessa, o per chi riceve RFP articolate e deve estrarre rapidamente i requisiti essenziali prima di valutare se e come rispondere.

Per chi è davvero utile (e per chi no)

Cowork ha senso per chi gestisce volumi significativi di file e informazioni, produce output ricorrenti, e vuole ridurre il tempo speso su lavoro di assemblaggio, formattazione e raccolta dati. È uno strumento per professionisti e team che già lavorano in modo strutturato e vogliono togliere dai propri compiti il lavoro meccanico ad alta ripetizione.

Non è uno strumento per chi cerca l’AI che pensa al posto suo. Cowork esegue compiti che tu definisci con chiarezza e competenza. Più l’istruzione è precisa, migliore è il risultato. Se hai aspettative vaghe, otterrai risultati vaghi — come con qualsiasi collaboratore umano a cui non dai un brief chiaro. La qualità dell’output di Cowork dipende direttamente dalla qualità del pensiero che ci metti dentro.

I limiti che è necessario conoscere

La trasparenza su ciò che non funziona è altrettanto importante di quella su ciò che funziona. Cowork, allo stato attuale della research preview, ha limiti reali da conoscere prima di integrarlo nei propri flussi di lavoro.

Non c’è memoria tra sessioni diverse: ogni volta che apri Cowork, riparte da zero senza ricordare le sessioni precedenti. L’app desktop deve rimanere aperta durante l’esecuzione: se chiudi il laptop o l’applicazione, la sessione termina e il lavoro si interrompe. I connettori esterni, pur disponibili, non sono ancora completamente stabili in tutti gli scenari d’uso. E Cowork consuma più crediti rispetto alla chat standard: per task semplici conviene usare la chat normale, riservando Cowork ai lavori complessi e multi-step che davvero beneficiano dell’accesso ai file e dell’autonomia di esecuzione.

Quello che cambia, nella pratica

La narrativa sull’AI tende all’apocalittico o all’euforico. Cowork non è né l’uno né l’altro. È uno strumento che elimina una categoria specifica di lavoro: quello ripetitivo, ad alta intensità di attenzione ma basso valore strategico. Il tipo di lavoro che consuma ore senza produrre pensiero.

Per le agenzie — e per chi lavora quotidianamente con volumi di dati, report, ricerche e documentazione — questo ha un impatto concreto sulla capacità di concentrarsi su ciò che genera valore reale per i clienti: analisi, strategia, posizionamento. Il lavoro che non si può delegare perché richiede giudizio umano e visione.

Cowork non sostituisce quel giudizio. Lo libera dal rumore intorno.

Una riflessione finale

Uso strumenti come Cowork da quando sono disponibili. E quello che ho imparato, più che dall’utilizzo, è dalla reazione delle persone quando gliene parlo: la maggior parte sottostima la profondità dello spostamento che sta avvenendo. Non perché l’AI “farà tutto”, ma perché il confine tra lavoro delegabile e lavoro strategico si sta ridisegnando più in fretta di quanto molti stiano notando.

Chi capisce dove si trova quel confine oggi — e impara a lavorarci intorno — non sta semplicemente adottando un nuovo strumento. Sta ridefinendo come spende il proprio tempo professionale. Ed è una distinzione che, nel giro di poco, farà la differenza tra chi compete e chi insegue.

Se vuoi ragionare su come integrare strumenti AI nei processi della tua azienda, scrivimi: non perdere il treno.

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